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Quali fattori influenzano la scelta dell'alimentazione nelle car list aziendali?

Quali fattori influenzano la scelta dell'alimentazione nelle car list aziendali?

Scegliere la motorizzazione corretta per un parco auto aziendale in noleggio a lungo termine è possibile solo con un’analisi strategica e combinata di profili d'uso, costi operativi, vincoli logistici e obiettivi di sostenibilità. Che si tratti di massimizzare il risparmio con l'elettrico in città o di garantire l'autonomia del diesel sulle lunghe distanze, l'obiettivo finale di ogni fleet manager è  il raggiungimento del punto di equilibrio tra sostenibilità economica e sostenibilità ambientale. 

Il profilo del driver: chilometri e tratte fanno la differenza

Le alimentazioni si suddividono in tre categorie principali (elettrico, ibrido e termico), che si possono abbinare a specifici profili di conducente, considerando tipo di tratte e chilometraggi percorsi:

  • Auto elettrica: per il personale che effettua chilometraggi e percorsi giornalieri prevedibili e con variabili minime, così che l'autonomia del veicolo non diventi un limite. I driver per le auto elettriche possono ricaricare facilmente l'auto a casa o in azienda oppure percorrono tratte principalmente urbane dove la presenza di colonnine di ricarica è più capillare.
  • Auto ibrida (Plug-in o Full Hybrid): per driver che percorrono tratte miste, quindi sia urbane sia suburbane, e che hanno bisogno di flessibilità nella gestione dell'alimentazione e dei consumi in base al contesto in cui si trovano: minore consumo di carburante nelle tratte cittadine, maggiore autonomia nei lunghi percorsi autostradali.
  • Motore termico: resta sempre l'alimentazione più performante per i conducenti che utilizzano molto l'auto aziendale in lunghe distanze autostradali quotidiane, dove l'efficienza del diesel nei tratti a velocità costante è ancora molto competitiva.
  • È subito chiaro che la profilazione di chi utilizzerà le auto aziendali è fondamentale per destreggiarsi tra le varie alimentazioni. Serve analisi oggettiva e libertà di scelta, bypassando i vincoli spesso imposti alle aziende che si occupano di NLT.  

L’efficienza energetica dei motori per calcolare il reale risparmio al km

Consumi e loro abbattimento, un obiettivo per qualsiasi fleet manager. Il diesel resta imbattibile per chi percorre oltre 25.000-30.000 km/anno, soprattutto in autostrada. L'elettrico (BEV) o l'ibrido Plug-in (PHEV) eccellono nei contesti urbani o suburbani con frequenti stop-and-go, dove il recupero di energia abbatte i costi per km.  

Il motore diesel è progettato per lavorare al meglio quando raggiunge la temperatura d'esercizio ideale e mantiene un regime di giri costante, come in autostrada, dove il consumo di carburante per kW prodotto è minimo. Per un driver che percorre lunghe distanze ogni giorno, il diesel garantisce di completare la giornata senza soste forzate.

In città, il paradigma si inverte completamente. Il "segreto" del risparmio è la frenata rigenerativa. Ogni volta che un'auto elettrica o ibrida rallenta, il motore elettrico funziona da alternatore e ricarica la batteria. In un contesto urbano (semafori, code, incroci), un'auto elettrica recupera fino al 30% dell'energia che un'auto termica invece sprecherebbe dissipandola in calore attraverso i freni.

Un motore termico al minimo “fermo al semaforo” consuma carburante. Un motore elettrico consuma zero. Per una flotta che opera in città come Milano o Roma, dove si passa il 40% del tempo fermi nel traffico, il risparmio è considerevole.

E il Plug-in (PHEV)? Funziona bene solo se il driver sa come comportarsi alla guida (se vuoi leggerla, abbiamo scritto una guida interessante sul driver giusto per l’auto ibrida). Se percorre 50 km in città e ricarica ogni notte, il costo per km è quasi nullo. Ma attenzione: se lo stesso dipendente usa una Plug-in Hybrid in autostrada a batteria scarica, l’auto consumerà più di un benzina tradizionale perché si porta dietro il peso morto di 200-300 kg di batterie.

Obiettivo continuità operativa: accesso alle ZTL e vincoli normativi 

Dopo il profilo del driver, l’analisi dei percorsi e dei chilometraggi, nella valutazione delle alimentazioni per il noleggio a lungo termine, è molto importante considerare alcuni vantaggi specifici dei veicoli elettrici o ibridi, come:

  • accesso libero alle ZTL
  • esenzione dai blocchi del traffico
  • vantaggi sui parcheggi

Tutti fattori alla base della continuità operativa di molte aziende.

In molte città d'Italia le strisce blu sono gratuite o agevolate per i veicoli elettrificati, il cui accesso libero alle ZTL è fondamentale per le aziende che operano nei centri storici, in particolare per quelle che si occupano di assistenza tecnica h24. Accedere liberamente alle ZTL o non pagare il parcheggio rappresenta per le aziende un risparmio operativo enorme e una maggiore velocità di intervento, rendendo le Full Electric o le ibride una scelta quasi obbligata in città come Milano, Roma o Bologna.

L'elettrificazione della flotta, assicura anche il libero accesso alle sempre più stringenti restrizioni ambientali nelle grandi aree metropolitane nazionali e internazionali.

 

Logistica e infrastruttura di ricarica: dare valore ai tempi morti

Un'auto elettrica è vantaggiosa solo se può essere caricata durante i tempi morti, sia che avvenga in azienda sia presso la propria abitazione. Se il driver non ha una wallbox o l'azienda non ha colonnine, la perdita di tempo lavorativo per cercare quelle pubbliche può arrivare a impattare negativamente sul costo carburante.

Facciamo alcuni esempi per capire il peso che può avere l’infrastruttura di ricarica sui costi. Un'azienda con una flotta che conta quindici mezzi tra elettrici e ibridi, di cui l'80% ricarica solo nelle quattro stazioni che sono state installate in sede, può arrivare a eliminare le carte carburante e a ridurre i costi di rifornimento del 45% in un anno.

Confrontiamo ora la spesa per ricarica al km in autostrada. Il diesel porta la spesa a circa 0,12€ per ogni km in autostrada. Con la ricarica in azienda il costo scende a circa 0,04€/km. Anche se il driver fa molta autostrada e usa le colonnine Ultra-Fast (più care del gasolio), il risparmio accumulato con le ricariche lente nella sede aziendale compensa ampiamente l'extra-costo autostradale.

E poi c'è il tempo del driver, anche questo ha un costo: trenta minuti di ricarica elettrica forzata in autostrada ogni giorno sono ore lavorative perse a fine mese. Tuttavia, le soste di ricarica potrebbero essere utilizzate come "ufficio mobile". Con la connettività attuale, i trenta minuti di ricarica presso una colonnina fast possono essere dedicati alla gestione di email, telefonate o reportistica, attività che comunque il driver dovrebbe svolgere. Invece di essere tempo perso, diventa tempo di back-office.

 

Un equilibrio “sostenibile”

La vera sfida per noi di Program e per le aziende che seguiamo è il raggiungimento del punto di equilibrio tra sostenibilità economica e sostenibilità ambientale e un approccio che prevede la scelta di alimentazioni miste è spesso il più sostenibile.

I veicoli aziendali sono la fonte principale, spesso l'unica, di emissioni dirette (Scope 1) di una PMI che si occupa di servizi o commercio. Va da sé che per aziende di questo tipo, una flotta composta solo da veicoli a combustione interna (ICE) è un peso morto nel bilancio di sostenibilità. Questa considerazione vale sia che i mezzi siano di proprietà, sia che siano auto aziendali in noleggio a lungo termine.

Optare per più tipologie di alimentazione per le auto in flotta significa in ogni caso intraprendere la strada della transizione energetica, che non deve essere vissuta come un obbligo ideologico, ma come un'opportunità di ottimizzazione logistica. Non esiste una motorizzazione "migliore" in assoluto, ma esiste quella più adatta alla missione specifica di ogni driver. Adottare un approccio misto, che integri Full Electric per l'ambito urbano e soluzioni  Hybrid per le lunghe percorrenze, permette alle aziende di essere sostenibili oggi, preservando la competitività e il benessere di chi l'auto la vive ogni giorno come uno strumento di lavoro.