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Mobilità, sostenibilità economica e ambientale all’interno delle aziende vengono oggi gestite dal Fleet Manager, una figura strategica il cui ruolo è in continua evoluzione, ma ancora poco conosciuto e valorizzato in Italia rispetto a contesti esteri.

Program Autonoleggio ha partecipato come Golden Sponsor, assieme a player del settore della mobilità quali Continental, Volkswagen Group Italia SpA e Macnil Gruppo Zucchetti, alla Survey “Io, Fleet Manager la penso così”, quattro sondaggi innovativi, realizzati da GR Advisory, leader nelle ricerche di mercato in ambito mobilità aziendale, con il patrocinio di A.I.A.G.A. e il supporto scientifico e informativo di Flotte&Finanza. L’iniziativa è nata con lo scopo di comprendere più a fondo e misurare l’evoluzione del ruolo di specialista della gestione della flotta aziendale.

Alle 30 domande del primo sondaggio “Professione Fleet Manager: tutto ciò che non è mai stato chiesto” hanno partecipato 352 Fleet Manager nel periodo 6-12 aprile 2021, rendendo così la survey la più vasta e approfondita ricerca mai pubblicata su questa figura professionale.

Il progetto ha fornito risultati interessanti, spunto di riflessione per tutti gli operatori del settore. Di seguito un excursus dei principali dati emersi.



Profilo anagrafico. La professione del Fleet Manager è connotata da scarsa parità di genere e mancanza di giovani. Soltanto il 20% è donna e i giovani, di età inferiore a 40 anni, di entrambi i sessi, sono poco più del 10%, contro quasi il 50% di over 50, pressoché interamente uomini. Il titolo di studio più elevato è il diploma, posseduto dal 61,2% degli intervistati.



Consulenza e formazione. Analizzando i risultati del sondaggio è possibile constatare l’esigenza di consulenza e formazione da parte di fornitori e partner manifestata dai Fleet Manager. Il 54,9% afferma di non ricevere adeguata e sufficiente consulenza e formazione dai fornitori, o di non averla ricevuta affatto, pur avendone manifestato il desiderio. Il 42,3% degli intervistati ha effettuato corsi di formazione specialistica in passato, ma non nell’ultimo periodo, mentre il 26,8% non ha mai effettuato corsi. A fronte di questo, la maggior parte dei rispondenti dichiara di apprezzare prevalentemente, fra i servizi offerti dai costruttori, la presenza di un consulente dedicato (73,2%) e formazione su prodotto e soluzioni di mobilità (46,5%). In particolare, gli argomenti di interesse per la formazione sono lo sviluppo di una flotta sicura e sostenibile (83,1%) e strumenti operativi per l’ottimizzazione dei costi (63,4%). Le modalità preferite di formazione, ritenute uno strumento di lavoro prezioso, sono convegni specialistici e webinar, incontri personali o virtuali con i fornitori e test dinamici su pista.



Ruolo e responsabilità. Tendenzialmente le figure del Fleet Manager e Travel Manager sono distinte, mentre non è prevista quella di Mobility Manager. Il ruolo di Fleet Manager sta acquisendo maggiore riconoscimento e visibilità rispetto al passato, oltre che responsabilità, che però non trova riscontro nel compenso, reputato nella maggioranza dei casi al di sotto della media. Le principali aree di responsabilità riguardano contratti con i fornitori, proposta della car list, gestione ordini, oltre che monitoraggio fornitori e aggiornamento sulle novità del mercato automotive. Rispetto al budget e alla Car Policy, la responsabilità è condivisa con altre figure aziendali e si nota come vi sia maggiore piena responsabilità individuale nella gestione del budget rispetto alla Car Policy.
In generale però, quello di gestore della flotta aziendale è un ruolo svolto in solitaria o condiviso con al massimo un’altra persona, e in circa l’80% dei casi assorbe solo parte del tempo lavorativo, poiché il restante è dedicato ad altre attività. Oltre la metà dei rispondenti vanta un’esperienza ultradecennale nel ruolo, è inquadrato come impiegato o quadro, e desidera occuparsi di flotta anche in futuro. Infine, è curioso constatare come l’ampia maggioranza degli intervistati non abbia un’auto aziendale assegnata.



Software. La gestione della flotta avviene internamente, senza ricorso ad outsourcer (81,7%), con un livello medio di integrazione con le altre aree aziendali (es. amministrazione) e con i fornitori. Si denota una scarsa propensione all’acquisto di software specifici per il monitoraggio della flotta, poiché lo strumento maggiormente utilizzato è ancora Excel (50,7%).



Flotta e azienda. I rispondenti fanno parte prevalentemente di aziende a proprietà italiana (54,1%), con flotte di medie/grandi dimensioni (29,4% 50-100 veicoli, 45,9% 100-1000 veicoli), acquisite principalmente o del tutto a noleggio a lungo termine (84,7%) e composte quasi totalmente da autovetture (82,4%) e concesse in uso ai dipendenti come fringe benefit (60%).



Identikit del Fleet Manager:

Genere: uomo.

Età: cinquantenne.

Titolo di studio: diploma.

Inquadramento: impiegato.

Esperienza: oltre 10 anni nel ruolo in azienda.

Ruolo e responsabilità: responsabilità condivisa con altre figure aziendali, maggior potere decisionale sul budget rispetto alla Car Policy.

Veicolo aziendale: non ha un’auto aziendale assegnata.

Necessità: desidera maggiore consulenza e formazione da parte di fornitori e partner.

Software e telematica: Excel è lo strumento che utilizza di più per il monitoraggio della propria flotta.