Il benessere fisico è essenziale per chi trascorre molte ore al volante. I fleet manager sanno come prendersi cura del parco auto aziendale, anche grazie al supporto attivo di noi fornitori di noleggio a lungo termine, ma è altrettanto importante prendersi cura di chi sta alla guida, perché un driver che sta bene in auto è un driver più sicuro.
Durante il nostro Program Campus, un evento incentrato su sicurezza e flotte aziendali che noi di Program organizziamo ogni anno, abbiamo raccolto il parere di figure esperte in materia, come Giorgio Mottini di Eukinetica, azienda specializzata in formazione per il benessere aziendale. Negli anni queste figure ci hanno accompagnato verso la consapevolezza di come la comodità alla guida dipenda dalla relazione tra condizioni fisiche del corpo ed ergonomia dell’auto.
Abbiamo fatto tesoro di tutti i consigli ricevuti sul benessere del driver nelle edizioni del campus e abbiamo creato una breve guida per tutti i fleet manager che desiderano condividerli con la propria flotta.
Postura ed ergonomia durante il viaggio
Nelle lunghe tratte, mantenere la curva fisiologica della colonna permette di evitare problematiche a carico dell’apparato muscoloscheletrico. Una postura corretta, specialmente durante attività prolungate, è fondamentale per preservare la salute a lungo termine dei driver e prevenire complicazioni fisiche croniche.
Consiglio #1: la regola d'oro dei 90°
Il sedile dell’auto regolato a un’angolazione di 90° è il punto di partenza per impostare la postura corretta e ridurre il carico sulla schiena durante le lunghe percorrenze.
Ma il supporto lombare è il dettaglio che fa la differenza, perché sostiene e mantiene la naturale curva lombare durante la seduta. Possono essere utilizzati i supporti integrati nei veicoli, oppure, in alternativa, i driver possono utilizzare un cuscino lombare esterno se l'auto ne è sprovvista.
Consiglio #2: la tecnica della pallina per una muscolatura elastica
Quando si guida per molto tempo, i muscoli femorali (la parte della gamba che appoggia sul sedile) si accorciano, il risultato è una frequente rigidità muscolare e problemi posturali a catena. Per contrastare questa potenziale rigidità, il consiglio di Giorgio Mottini (Eukinetica), è di utilizzare una pallina in gommapiuma per massaggiare la muscolatura femorale da seduti e mantenere i tessuti attivi, così da contrastare contratture muscolari.
Vitalità e recupero muscolare
Essere vitali e lucidi alla guida, significa essere reattivi e concentrati, sul lavoro o di fronte a imprevisti durante il viaggio.Trattare bene mente e corpo di chi guida diventa così una sorta di “manutenzione preventiva”, perché il veicolo e il suo guidatore sono strettamente connessi.
Consiglio #3: l’acqua è il 'carburante' per la lucidità
Il nostro cervello è composto all’80% di acqua. Mantenere l'idratazione costante, bevendo poco e spesso, è il modo migliore per garantire la performance cognitiva. Rispondere al bisogno di liquidi con sostanze cosiddette nervine, come il caffè, porta solo un effetto "sveglia" di breve durata. L'acqua, anziché stressare l'organismo, mantiene alta la lucidità in modo costante senza alcun effetto collaterale.
Consiglio #4: stiracchiarsi non è pigrizia
Sentire il bisogno di allungare i muscoli non è sintomo di stanchezza, bensì è una necessità. Il driver dovrebbe sempre assecondare il bisogno di allungare i muscoli, prima e dopo il viaggio, perché è una reazione istintiva del corpo per contrastare l'accorciamento muscolare e riequilibrare il corpo dopo essere stati molte ore seduti. Sono perfetti brevi esercizi di stretching a gambe e schiena.
Consiglio extra
Per migliorare il benessere alla guida, la lucidità del driver dipende molto da ciò che mangia e dalla qualità dell’aria. Quindi, altri due consigli utili sono: evitare picchi glicemici preferendo pasti proteici o ricchi di fibre al posto di zuccheri complessi così da evitare il calo di attenzione che ne deriva e aprire il finestrino di tanto in tanto per un miglior ricircolo dell’aria nell’abitacolo.
Il ruolo del fleet manager: educare per rendere consapevoli
Sebbene quelli elencati siano consigli molto semplici, molti driver non li adottano come buone pratiche perché non li conoscono. Ecco quindi che i fleet manager possono intraprendere iniziative di formazione ai conducenti, evolvendo verso una vera e propria funzione di educatore e promotore di consapevolezza.
- Bisogni fisici: fare conoscere ai propri collaboratori quali sono gli effetti fisici di trascorrere molte ore all'interno dell'abitacolo. Questa consapevolezza aiuta i driver a comprendere meglio i bisogni del proprio organismo, sia durante la guida che una volta scesi dall'auto.
- Dotazioni nei mezzi in flotta: il fleet manager deve assicurarsi che i driver conoscano e utilizzino correttamente tutto ciò che i veicoli mettono a disposizione per migliorare il benessere alla guida, come ad esempio il supporto lombare.
- Buone pratiche di riequilibrio: fornire ai driver gli strumenti e le conoscenze necessarie per riequilibrare il corpo e farlo stare bene, trasformando la sicurezza in un concetto più ampio che include il benessere fisico e mentale a lungo termine.